“Un caffè
tra genitori: il gruppo d’incontro come sostegno alla genitorialità al nido
d’infanzia”
Essere
genitori oggi è ben diverso rispetto a sessant’anni fa: quando la famiglia,
composta da madre, padre e prole veniva sostenuta nella cura e nell’educazione
da un nucleo allargato, fatto di nonni, zii e cugini; spesso c’era proprio una
convivenza nella stessa casa che facilitava questo.

Oggi la
famiglia si trova spesso ad affrontare da sola la crescita e l’educazione dei
figli, e il bisogno di sapere come comportarsi ha avuto un incremento dovuto,
non solo alla solitudine, ma anche all’alto grado di consapevolezza e
resposabilità riconosciuto al ruolo genitoriale ai giorni nostri. Una maggiore
esigenza di riflessione nata da un inalzamento del livello culturale della
popolazione e dall’età, sempre più matura, in cui si diventa genitori, che di
conseguenza porta ad un maggior investimento emotivo nei confronti dei figli.
psicologo Firenze
A tale
bisogno hanno fatto seguito percorsi educativi familiari di tipo conferenziale,
che seppur utili, rendono i genitori dipendenti da “consigli, ricette ed
indicazioni per l’uso” molto spesso troppo generali e perquesto non
trasferibili alla propria realtà familiare.
Alcune
esperienze più recenti mostrano una maggiore efficacia nei percorsi mirati
all’empowerment delle figure genitoriali e alla promozione dell’autonomia
agendo sulle risorse già presenti nella coppia. Per conseguire tali obiettivi,
la modalità più efficace risulta essere il gruppo di genitori, che si
confronta, partendo dalla propria esperienza, dagli stili educativi messi in
atto, portando ciascun membro ad elaborare un pensiero individuale sul proprio
ruolo di genitore. Non esiste “cosa è giusto o sbagliato fare”, ma trovare una
strategia il più possibile rispondente al proprio essere adulto e genitore.
psicologo Firenze
Il Gruppo di
Incontro, secondo l’approccio Centrato sulla Persona, riflette questo modo di
fare educazione familiare; i membri sono portati a confrontarsi, rispettando il
proprio punto di vista e la confidenzialità dei temi trattati. Compito del ”
facilitatore”, figura al di fuori del gruppo, non è il dare consigli o fare
lezione, ma esclusivamente mediare la comunicazione, creando un clima
accogliente e non giudicante, in cui ogni pensiero possa trovare cittadinanza.
Di seguito
viene riportata l’esperienza svolta in un Nido di Firenze, nell’anno educativo
2016/17; il tema trattato è stato l’affrontare le emozioni proprie e quelle dei
propri figli.
In
particolare gli obiettivi sono stati: favorire la condivisione di esperienze e
di emozioni per stimolare una maggiore consapevolezza, riconoscimento e
gestione delle emozioni proprie e degli altri (adulti e bambini); promuovere la
socializzazione tra genitori considerando realtà culturali diverse; dando la
possibilità attraverso il confronto, di prendere consapevolezza del fatto che
determinate esperienze appartengono a molti, di conseguenza abbandonare il
senso di solitudine che molti genitori tendono a vivere nella quotidianità;
stimolare nei genitori la possibilità di vivere l’ esperienza degli altri come
un apprendimento per sé, da sperimentare nella quotidianità. psicoterapia Firenze
Il progetto
è stato organizzato in tre incontri di gruppo di un’ ora e mezza, una volta al
mese per tre mesi, ciascuno centrato su una o più emozioni primarie specifiche
(gioia, tristezza, paura e rabbia). Hanno partecipato 18 genitori e tre
facilitatori. Il gruppo si è riunito in cerchio nella stanza della
psicomotricità, priva di sedute e tavoli.
I temi
emersi e poi riportati nel gruppo sono stati molti e significativi; grazie,
anche, all’ evidente diversità che caratterizzava i membri del gruppo, sia per
età anagrafica, sia per le esperienze di vita personale e familiare (genitori
giovani con un solo figlio piccolo, genitori con figli adolescenti di un’unione
precedente e figlio piccolo/famiglia ricostituita, genitori con più figli,
genitore senza compagno/famiglia monoparentale).
Questo
ultimo aspetto ha mostrato quanto sia importante oggi parlare di famiglie,
declinando al plurale questa entità sociale, vista la varietà di forme che il
contesto familiare ha assunto nella società contemporanea, sottolineando la
ricchezza di opportunità che questa complessità può portare. psicologa Firenze
Superare il
modello tradizionale di incontri a tema, tenuti da esperti, a favore di
incontri in cui i genitori siano soggetti attivi e competenti è stato un
fattore positivo che ha aiutato le famiglie a condividere e sviluppare una
propria riflessione sul tema delle emozioni, facendo scoprire a ciascun
genitore le proprie potenzialità e risorse, le strategie per incrementarle,
potenziando la fiducia in se stessi e il senso di autoefficacia..
E’ stato
importante l’aspetto non giudicante e di sano confronto, che ha permesso al
gruppo un buon grado di fiducia nell’ aprirsi agli altri esponendo il proprio
pensiero, le proprie fragilità e traendo da ciò che veniva detto dagli altri
spunti da fare propri.
Il gruppo è
stato di aiuto anche per promuovere nuove relazioni sociali, abbandonando il
senso di solitudine che spesso molti sentono sia come persone che come genitori
nel crescere i propri figli. Si sono incontrati e confrontati mondi diversi:
maschile e femminile: il fatto che ad ogni incontro fossero presenti oltre a
mamme, sempre in maggioranza in questo genere di incontri, anche dei papà, ha
permesso di esplorare anche il pensiero maschile, che in tema di emozioni si
discosta spesso da quello femminile. psicoterapeuta Firenze
L’esperienza
è stata luogo di apprendimento per i genitori, che portando le proprie
esperienze e confrontandole con quelle degli altri, hanno trovato spunti per
riflettere sul proprio modo di essere genitori, ma prima di tutto persone.
Il gruppo
all’inizio può far paura, mettersi in gioco è un grosso atto di coraggio, ma
dalla voce dei genitori, sembra importante e proficuo che vengano create
opportunità simili che li accompagnino in tutto il loro percorso genitoriale. Visit more information: http://www.monicacerruti.it/

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